L’esplosione dell’estrema destra in Francia raccontata attraverso un dramma familiare, che coinvolge un padre e il rapporto con i due figli. Sullo schermo Vincent Lindon, vincitore per questa interpretazione della Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia 2024
Pierre, padre di due figli, vedovo, operaio delle ferrovie e grande lavoratore, manda avanti la sua famiglia a Villerupt, una cittadina di provincia con affetto e responsabilità. Il suo rapporto con i figli è positivo. Fus, il maggiore, gioca a calcio e cerca di entrare nel mondo del lavoro senza avere terminato gli studi, mentre il minore, Louis, è portato per la studio, si appresta a entrare all’università la Sorbona di Parigi e crede fermamente nei valori della libertà, della giustizia e del progresso. Pierre un giorno casualmente scopre che Fus, invece, frequenta un gruppo di razzisti violenti soprattutto con i lavoratori extracomunitari. Per suo padre, operaio sindacalizzato e dai principi democratici molto solidi, è un vero choc.
Inizialmente tenta di aiutare il figlio a ritrovare la strada della civiltà e della democrazia, ma il ragazzo è fermamente convinto delle sue convinzioni razziste, nonostante suo fratello cerchi di ricomporre il rapporto fra lui e suo padre. Pierre assiste impotente alla pericolosa piega che sta prendendo la vita del figlio, tentando con grande difficoltà di gestire il rapporto con lui e a creare un vero dialogo e confronto all’interno della famiglia. Fus, dopo essere stato picchiato in uno scontro con i giovani dei movimenti di sinistra, uccide a botte uno studente universitario amico di suo fratello.
Il ragazzo arrestato, viene processato per omicidio. Pierre in un ultimo commovente discorso davanti ai giudici, si autoaccusa di non essere riuscito, dopo la morte della moglie, a crescere suo figlio nei valori positivi che hanno contrassegnato la sua vita.
L’attore francese Vincent Lindon, protagonista di film di grande impegno civile come “Welcome” (2009) di Philippe Lioret, la trilogia sui danni del neocapitalismo diretta da Stéphane Brizé (“La legge del mercato”, “In guerra” e “Un altro mondo”) e “Titane”, Palma d’oro a Cannes 2021, per questa interpretazione in “Noi e loro”, ha vinto la prestigiosa Coppa Volpi come migliore interpretazione maschile, alla Mostra del Cinema di Venezia 2024.
Tratta dal romanzo “Quel che serve di notte” (2020) di Laurent Petimangin, la pellicola è diretta da Muriel e Delphine Coulin, cineaste al loro terzo lungometraggio dopo “17 ragazze” (2011) e “Voir du pays” (2016), da loro stesse sceneggiato. Questo dramma familiare di stringente attualità vede emergere due giovani attori, due promesse del cinema francese, Benjamin Voisin (“Estate ’85”, “Illusioni Perdute”) e Stefan Crepon (“Peter von Kant”, “Lupin”).
“Noi e loro”, temi attuali raccontati con intensità
Il film affronta un tema davvero non facile, come affermano le due registe: “Continuerei ad amare mio figlio se le sue idee diventassero diametralmente opposte alle mie? Rimarrebbe mio figlio o cambierebbe così tanto da non riconoscerlo più e volerlo rinnegare? Si può perdonare tutto? In un momento politico in cui gli estremi hanno la meglio, sono queste le domande che ci hanno ispirato a realizzare questo film. Questa storia di famiglia, convinzioni politiche, vergogna e riconciliazione è anche la storia del nostro Paese”. E ancora il film ci pone un quesito. Perché due fratelli che sono stati educati nello stesso modo, che hanno dormito e mangiato insieme, che si amano senza mezzi termini, hanno preso due strade ideologicamente opposte?
“Dal 2010 – afferma Delphine – abbiamo visto molti film sulla radicalizzazione islamista di alcuni giovani, senza voler insinuare entrambe le cose, il coinvolgimento radicale nell’estrema destra è stato molto meno filmato… Alle elezioni presidenziali del 2012 in Francia la maggioranza ha votato a sinistra e alle elezioni europee del 2024 la maggioranza ha votato a destra. Che cosa è successo negli ultimi dodici anni? Per noi la storia di Pierre che non riconosce più suo figlio, è la storia di un intero Paese…” Per prepararsi al film le due cineaste hanno visto molti documentari tra i quali “The Tie” e “La Sociologue et l’Ourson” di Étienne Chaillou e Mathias Théry e “Carnets 88” di Sylvain Yonnet. Questi film hanno attirato la loro attenzione perché mostrano il meccanismo della deriva verso l’estrema destra. “Abbiamo anche cercato di scoprirlo da noi – affermano -, ma è difficile perché si viene subito notate. Non si vedono molte donne nei circoli di estrema destra”.
Vincent Lindon, protagonista di “Noi e loro”
La scelta dell’attore protagonista è stata abbastanza semplice per le due registe: “Appena abbiamo letto il libro, abbiamo pensato a Vincent Lindon e abbiamo scritto la sceneggiatura pensando a lui. È una figura paterna. È una persona seria. E la sua corporatura lo rende assolutamente credibile come operaio delle ferrovie. Fisicamente può essere una vera autorità su qualcuno come Benjamin – tenendo presente che non è la forza fisica a impedire a un figlio di alzare le mani”. Lindon, nato nel 1959 da un padre industriale e una madre giornalista di moda, nipote di Jerome Lindon, tra i più grandi editori del Novecento (suo zio è stato l’editore di Samuel Beckett e Margherite Dumas), comincia a recitare per caso. Dopo la maturità, studia Scienze economiche ma lascia presto e si impegna come assistente ai costumi in un film di Alain Resnais, “Mon oncle d’Amerique” (1980).
Poi è assistente del regista teatrale e umorista Coluche e dopo aver studiato recitazione, inizia la carriera d’attore passo dopo passo, interpretando piccole parti fino al primo ruolo da protagonista nel film “Il tempo delle mele 3” (1988), ma ottenendo la popolarità con “La crisi!” (1989) di Coline Serreau. Erede riconosciuto di Jean Gabin e Yves Montand, l’attore sarà presto protagonista della pellicola di Ruben Ostlund dal titolo “The Entertainment System Is Down- Il sistema dello spettacolo è in panne”.
Lindon nel cinema francese ricopre un ruolo particolare, avendo interpretato tanti personaggi impegnati politicamente e socialmente. In televisione ha conquistato una grandissima popolarità con la serie “D’argent et de sang- A proposito di soldi e di sangue”, 12 puntate tratte dall’omonimo libro-inchiesta di Fabrice Arfì, incentrate sulla colossale frode dell’Iva sulle quote di carbone avvenuta in Francia tra il 2008 e il 2009.
Personaggio singolare, Lindon è l’opposto di un divo, senza agente, senza segretario, senza manager, non è sui social e vive una vita semplice, prendendo il treno e la metropolitana come tutti i francesi. Gustando al bar un caffè o un bicchier di vivo in mezzo alla gente comune si sente perfettamente a suo agio. Sensibile alle ingiustizie umane, crede nel suo lavoro d’attore e il premio ottenuto alla Mostra del Cinema di Venezia lo ha reso orgoglioso, ma anche pronto a continuare a vivere e lavorare giorno dopo giorno semplicemente affrontando nuovi personaggi. Commosso e felice, accompagnato dall’attore Stefan Crepon, il 10 febbraio scorso è stato insignito del Master ad Honorem in Arti del racconto, letteratura, cinema, televisione conferitogli dall’Università IULM di Milano.
Dettagli del film “Noi e loro”
Titolo originale: Jouer avec le feu. Titolo internazionale: The Quiet Son Regia: Delphine Coulin, Muriel Coulin. Cast: Vincent Lindon, Sophie Guillemin, Benjamin Voisin, Denis Simonetta, Hugo Bariller. Genere Drammatico. Belgio – Francia, 2024 durata 110 minuti distribuito I Wonder Pictures.